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Una moto, quante storie da raccontare!

Emanuele, Alberto, Sandro. Tre amici ci raccontano la loro vita, i loro viaggi e le loro avventure con la BMW GS. Una moto comprata per caso tanti anni fa, ed entrata nella loro vita

Tutto è nato da un comunicato stampa con il quale la BMW celebrava i 40 anni della GS. C’era una foto con tutte le versioni prodotte dall’inizio a oggi. Ci ho riconosciuto la moto di un amico. Poi quella di un altro. E un’altra ancora. In un attimo ho realizzato di avere molti amici che posseggono e amano una vecchia GS.

BMW GS story

Me la ricordo l’uscita di questa moto. La BMW allora faceva delle granturismo a volte vagamente sportiveggianti. Erano moto per motociclisti duri e puri, che facevano un sacco di chilometri in viaggio e se ne vantavano. Molti autostradisti, mentre a me piacevano i mezzi manubri.

Poi uscì la GS 80, un’endurona stradale capace di viaggiare confortevolmente tanto sull’asfalto quanto sugli sterrati. Fu una moto di rottura, perché il motore boxer non sembrava adatto al fuoristrada e per la BMW era l’ingresso in un segmento per lei inesplorato.

Non era velocissima la GS, ma nel 1981 Hubert Auriol la portò in trionfo alla Parigi-Dakar.

BMW GS 80 Hubert Auriol Paris-Dakar

40 anni dopo la GS è una moto enorme, con un motore 1250 ben dotato di cavalli e controlli elettronici. 40 anni dopo, della versione con motore Boxer ne sono stati venduti oltre 800mila esemplari nel mondo; e se si considerano anche le altre versioni, il totale arriva a 1,2 milioni di GS prodotte!

Un successo commerciale incredibile, spinto dai tanti che hanno il GS sempre nuovo. Al loro fianco però ci sono quelli che ne conservano uno dei primi modelli. E che ancora lo usano regolarmente. È nata da qui la mia curiosità di chiedere loro di raccontarmi la loro moto. Pensavo sarebbe stata una rapida chiacchierata al telefono, fine a sé stessa, ne è venuto fuori questo articolo!

Emanuele – Razionale, bella da guidare, indistruttibile

Emanuele BMW GS 80 Velletri

Dopo una stagione passata a fare i motori di Chaz Davies e Scott Redding, ho trovato il tempo di rifare anche il motore della mia moto!”. Il post su Facebook del mio amico Emanuele mi è passato davanti agli occhi casualmente. Con le foto della sua GS 80. Ci conosciamo da molti anni, viviamo nello stesso paese, anche se lui durante la settimana è a Bologna. Perché lavora nel reparto corse Ducati. Fino a due anni fa montava i motori delle Desmosedici ufficiali, ora fa quelli della Superbike. Ci incontriamo in piazza, per un gelato. Guardo la moto. Iniziamo a chiacchierarne, e lui mi dice subito che ama questa moto per la sua semplicità.

Una 10, una 13, una 17, una 19, una brugola da 5 e una da 6, più un cacciavite a croce. Bastano pochissimi attrezzi, che io ho sotto la sella, per smontare completamente questa moto, progettata e costruita con una razionalità ancora oggi incredibili”.

Emanuele possiede questa GS 80 del 1982 da 12 anni. E continua: “non ci credi? Te la smonto qui in piazza mentre parliamo!”. In 20 secondi toglie sella, vaschetta portaattrezzi, serbatoio e… pompa gonfiagomme!

Emanuele BMW GS 80 Velletri
Fermo Emanuele! Non aprire il motore qui in piazza!
BMW GS 80 pompa aria boxer
La pompa per gonfiare i pneumatici nascosta nel tubo del telaio

L’ho fermato io, perché si stava già radunando un capannello di curiosi. Però, si, la GS 80 ha nascosta nel tubo superiore del telaio una pompa gonfiagomme. Perché se ti trovi nei pasticci lontano dalla civiltà, con le ‘Tip Top’ ripari la camera d’aria, con la pompa rigonfi la gomma, e riparti.

Ti dirò di più – continua lui, che è un fiume in piena – con 30 euro monti la modifica con il secondo pick-up dell’accensione. E se ti si brucia il primo, scambi i fili elettrici e riparti come niente fosse”.

Come è partita la tua storia d’amore con questa moto?

Nel 2008 avevo l’Hypermotard, e cercavo una moto diversa. Ne avevo puntate tre: la Cagiva Elephant, l’Honda Africa Twin con il vecchio motore a V e la BMW GS800. Delle tre la BMW era quella che mi stuzzicava meno. Poi mi passò davanti un annuncio, di un avvocato napoletano che vendeva la sua a 4mila e 500 euro. Non c’era neanche uno straccio di foto. Lo chiamai, chiesi le foto, ma non ne aveva. Ma aveva già molte persone interessate, e mi disse che l’avrebbe data al primo che si fosse presentato con i soldi. La quotazione era inferiore alla media, mi ero incuriosito e… Partii con auto e carrello, più 4mila e 500 euro in tasca. Sono tornato a casa con la moto!”.

E poi?

Era ferma da 10 anni, e l’avvocato non me l’ha neanche fatta accendere. Formula vista e presa. A casa ho messo la batteria e la benzina. Non le ho neanche cambiato l’olio. È partita immediatamente. Incredibile!”.

E ho scoperto una moto eccezionale, che ti fa venire la voglia di fare strada. Perché puoi mettere la quinta e fare centinaia di chilometri senza mai cambiare marcia, godendo solo del motore che frulla delicato. E non va neanche piano, perché i 170 li fa”.

Così è finita che per molti anni l’ho usata tutti i giorni. È diventata la mia compagna di vita. E abbiamo girato tutta Europa insieme, io, lei e la mia compagna. Che oggi è mia moglie”.

Ora le hai rifatto il motore.

Era ora di metterci mano – sorride -. Sai, quando l’ho presa aveva già superato i 200mila chilometri. Io ne ho fatti altri 400mila. A 600mila mi sembrava il caso di mettere mano al motore. Adesso è tutta completamente revisionata. Manca il contachilometri perché sto rifacendo anche quello. Se vuoi guidarla, la prossima volta che ci vediamo te la presto volentieri, così te ne compri una uguale anche tu!”.

Lo dice convinto, e mi racconta di un suo collega, al quale l’ha prestata per un fine settimana, ed è finita che sono andati in Sardegna a prenderne una uguale usata.

Oggi non te la posso far guidare perché non ho più benzina. Stavo lavorando nell’officina di casa, avevo fatto un po’ tardi per venire all’appuntamento con te e avevo poca benzina. Però sapevo di poterci arrivare qui, anche fermandomi. Perché questa moto l’ha progettata un pazzo, che sul manuale d’uso ha scritto che nel lato destro del serbatoio resta circa mezzo litro di benzina. Se si finisce anche la riserva, come è appena successo a me, basta poggiare la moto a terra sulla testata sinistra, e quel mezzo litro passa sul lato sinistro del serbatoio, dove c’è il rubinetto!”.

Il Pape – dall’Africa a Capo Nord, una vita sul GS

Alberto Pape BMW GS 80
Un giovanissimo Pape, vicino alla sua prima GS. 35 anni fa
Alberto Pape BMW GS neve
Il Passo Gavia, quando era ancora sterrato!

Alberto Pape lo conoscete tutti su queste pagine. Forumista di lungo corso, è un viaggiatore, e abbiamo seguito diversi suoi tour negli anni. Senza fare caso al fatto che la moto fosse sempre… un GS!

Sono 35 anni che giro in moto con il GS. Il primo me lo sono comperato a 21 anni, nel 1985. Era un GS 80 dell’82, che aveva solo 3mila km e che pagai 7 milioni. Aveva ancora la pedivella d’avviamento da usare stando rivolti verso la moto”.

Ci andai in fissa subito, io che scendevo da una Moto Guzzi V35C. Era brutto il primo GS, ma era quel brutto che piace. Finì che lo tenni molti anni, facendoci 160mila km. L’ho anche rotta in un incidente, poi l’ho sistemata e venduta”.

Un anno dopo l’ho vista ferma parcheggiata in strada, e ho atteso un’ora vicino a lei che arrivasse il padrone per dirgli che quella moto era stata mia. Tra l’altro il contachilometri segnava molti chilometri meno di quando l’avevo data via io: l’avevano scaricato. Ma questo non gliel’ho detto. Speriamo non se ne abbia a male se lo legge ora”.

Come mai l’hai tenuta tanto tempo?

Non mi piacevano le serie successive. E poi, io mi affeziono alla mia moto. Poi però in BMW hanno fatto il 1100 con il motore 4 valvole e la forcella Telelever. Ne ho trovata una usata, giallo Kaori. Aveva l’ABS, le borse laterali, un anno e mezzo di vita e 30mila chilometri. Venduta qualche anno dopo con il contachilometri a 140mila”.

A che anno siamo arrivati?

Al 2004, quando ho preso una 1150 grigia con sella rossa del 2000. Aveva 27mila chilometri. Quella mi è rimasta nel cuore. Ci sono andato in Marocco e 2 volte in Tunisia (e la seconda volta aveva già oltre 210mila km). Ma ci ho preso anche tanto freddo: una volta sono andato a Capo Nord e alle Lofoten, e 3 volte e mezzo ci sono andato all’Elefantentreffen. La quarta volta la conto a metà, perché per paura di rimanere bloccato lì dalla neve copiosa che continuava a cadere forte, non sono sceso nella ‘buca’ e sono ripartito subito”.

Alberto Pape Africa BMW GS
Alberto Pape BMW GS Elefantentreffen neve ghiaccio

E perché l’hai venduta?

Perché era già un anno che ne avevo una gemella, ed era inutile tenere due moto. Così ho conservato la sorellina meno chilometrata”.

Addirittura due moto uguali?!?

Quando hai una moto un po’ vecchiotta con la quale fai tanti chilometri, inizi a pensare a mettere da parte i ricambi. Così, ho trovato una moto della stessa serie della mia in vendita. Era bianca, incidentata, trovata su Facebook. Aveva 100mila km e l’ho pagata 1000 euro. Poi però, smontandola, mi sono reso conto che stava meglio di quanto sembrasse, e mi sono messo in caccia dei ricambi. Ci ho messo più di un anno, frequentando i vari mercatini. Ho preso tutta la roba del 1200. Il frontale era completamente da rifare, ma la forcella è bastato raddrizzarla. La sella l’ho rifatta da un artigiano che mi ha ordinato appositamente la stessa pelle dell’originale. Il mio amico ‘Ciane’, che fa il carrozziere, me l’ha riverniciata; e alla fine con altri 1000 euro mi sono ritrovato una moto nuova che sembra la NineT, e questo un po’ mi scoccia. Perché sembra che io l’abbia copiata. Invece l’ho fatta un anno prima della BMW!”.

Alberto Pape BMW GS montagne
E questa è la moto “nuova” di Pape. E pensare che l’aveva presa per farne ricambi!

Zandro – Io e ‘Maradona’ siamo diventati d’epoca insieme

Alessandro Spaducci BMW GS 1000

Zandro è il mio fratellino maggiore. Motociclista pure lui, ma di stampo differente da me. Lui è un tipo naïf, che vive la moto in maniera paciosa, con la chitarra a tracolla sulla schiena. La prima volta che mi ha prestato ‘Maradona’ sono rimasto di stucco per la gradevolezza della guida. Tranquilla, rilassante, ma sicura ed efficace.
Zandro si è messo al computer e ha scritto direttamente un racconto. Eccolo.

Giugno 94. Mollato da due medici su tre nel mio ambulatorio veterinario, mi aspettava un’estate infame: lavoro diurno, pronto soccorso, interventi di notte, etc. Ho dovuto trovare un motivazione: sopporto quest’estate, ma alla fine mi farò un regalo : sarà LEI!”,
Porcellino salvadanaio, una volta rotto avrei saputo se sarebbe stata nuova, usata, usurata”.
A settembre conto 8 milioni, e inizio a rispondere agli annunci su Portaportese. Dopo 4 giorni avevo la mia cavallona, con 15mila km sulle spalle e pochi anni in cui era stata trattata come un gioiellino. La guardo e le dico : ‘mo so affari tuoi!’”.
Set di borse originali in dotazione, e via per anni in ogni condizione. Tutta la settimana compagna della routine, partendo al primo start. In pratica l’affidabilità di un’auto. Tanto è vero che a chi mi chiedeva come andasse, rispondevo sempre ‘è come una Panda: ha la stessa cilindrata, va alla stessa velocità, consuma come una Panda, non si ferma mai come una Panda’. Nel traffico il baricentro basso modello Maradona, unito a motore con coppia bassa ed elasticità incredibile, permette un’agilità che ‘motorino scansati’. Sull’extraurbano è una goduria assoluta, e arrivi a stupirti che moto non è sinonimo di pieghe, ma si può vivere senza; che se proprio le vuoi cercare puoi trovarle, ma servono le maniere forti”.
Poi la volta che becchi la chiazza di nafta in curva sul bagnato e si scivola, e l’amico con la Guzzi rompe la moto, mentre io rimetto a posto lo specchietto e via. E la volta che esce il genio di turno dal passo carrabile e mi becca col paraurti sul paracilindro; e Maradona scoda un po’, ma rimane in piedi, mentre il paraurti dell’auto è aperto come una Simmenthal”.
O la volta che con la donna nuova incrocio la mia ex fumina, che ci insegue per un tentativo di speronamento. E mi infilo tra cortili condominiali, brecciolini, paletti e gradini; e mi libero in un attimo, con lei imbestialita a far manovra per uscire dal dedalo”.
E quando vuoi spazi, e vai in Abruzzo per tratturi e carrarecce; poi la volta che come cura allo stress dico ‘faccio un salto sull’Adriatico’. E poi l’appetito vien camminando, e a Pescara invece che tornare a Roma mi dico ‘ma se allungo al Gargano?’. E lì faccio ‘ma se arrivo a Bari, che non l’ho mai vista?’. E sono finito a comprare due magliette e due slip. Per trovarmi poi in Grecia la mattina dopo la traversata in traghetto. E fare tutto il giro del Peloponneso”.
Anzi, ricordo una sera d’ottobre, quando ho chiamato l’Omone al telefono, che qui conoscete come Mastic: lui era convinto fossi di ritorno a Roma, dopo il mio giretto di due giorni per schiarirmi le idee. Ed è rimasto come un salame al telefono, quando gli ho detto che ero in Grecia, da solo e felicissimo, perché avevo trovato un ristorantino a conduzione familiare che mi aveva messo un tavolino sulla spiaggia all’imbrunire, e stavano per servirmi dell’ottimo pesce”.
Che poi in Grecia ci sono tornato l’anno dopo con un amico, e ho dovuto spiegargli pure che si devono portare due caschi ciascuno. ‘Uno aperto se fa caldo?’, mi ha chiesto lui. Come ti pare, basta che abbiamo un secondo casco. Perché se conosciamo due carine, che facciamo, le lasciamo a terra perché non hanno il casco?!?”.
E passano 25 anni. E attraversi indenne il momento in cui è una ‘moto vecchia’, e tutti ti dicono fatti la 1100, e poi la 1150, e poi la 1200. E in quegli anni io fortunatamente ero fomentato per la navigazione a vela, e non mi sono fatto abbindolare dal fascino del nuovo. Anche perché avevo sempre a mente che se mi fosse preso il trip, avrei potuto montare lo spinterogeno, perché è predisposto l’alberino, e sarei potuto scomparire a Est, fin dove i visti sul passaporto mi avrebbero permesso di arrivare”.
Poi ho iniziato a preoccuparmi quando negli ultimi anni ‘Maradona’ ha subito la metamorfosi e non è stata più una vecchia moto. ‘Ah, ti sei fatto la moto d’epoca!?!’. Veramente è la moto mia, da sempre. siamo diventati d’epoca insieme”.
E l’ho tenuta sporca per mimetizzarla, per la paura che venisse puntata dai ladri. Perché loro non lo sanno che non è una moto d’epoca, ma è LEI ,che quando hai la macchina dal meccanico, anche se sono 3 mesi che è ferma, con due ore di ricarica della batteria, parte con un vroom, una pulitina alla sella e via. 150milakm, e sempre il piacere di partire al semaforo e cambiare a 2000 giri, fino alla quinta, dopo che immancabilmente il tizio con il 1200 GS versione megalodonte vicino a te la guarda dicendo ‘bella!’”.

Home Forum La mia vita con la BMW GS

  • Questo topic ha 5 risposte, 6 partecipanti ed è stato aggiornato l’ultima volta 2 giorni fa da albertopape.
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  • Autore
    Post
    • #19135

      Mastic

      Amministratore del forum

      Una moto, tante storie.

      Un articolo nato per caso. Volevo riprendere il comunicato stampa della BMW, sui 40 anni della GS. Ho chiesto a mio fratello Sandro (Zandro) di parlarmi della sua moto. Mi ha scritto un articolo bello, pieno di emozioni. Così poi ho cercato altri due amici che hanno questa moto e… leggete l’articolo in home page!

      P.S. Ovviamente c’è il Pape 🙂

    • #19137

      Mirco Marzotto

      Partecipante

      Ma che bell’articolo. Io ho lo scooter 650 e la XR, stavo maturando l’idea di fare due in una, e allora che GS sia, però nel mio caso sarà 1250 penso.

    • #19138

      zio franco

      Partecipante

      siamo diventati d’epoca insieme

      Questa da sola meriterebbe il Pulitzer !
      Chi non vorrebbe dire lo stesso per cose e persone

      E il Pape in Marocco attorniato dai ragazzini ?
      Roba da pelle d’oca

      Emanuele :

      chiesi le foto, ma non ne aveva…..l’avrebbe data al primo che si fosse presentato con i soldi…..Partii con auto e carrello, più 4mila e 500 euro in tasca. Sono tornato a casa con la moto!

      Questa l’ho vissuta e capisco benissimo

      Belle storie da raccontare,manca il Dentista ma c’è il veterinario 😉

      Bravi ragazzi prima e poi anche motociclisti della “riserva indiana

    • #19139

      Fuzz

      Partecipante

      Belli!…tutti e tre 🙂

    • #19140

      Anto

      Moderatore

      Che bellissime storie, questo significa “vivere la moto come una storia non come un oggetto” (non so che ca*zo volevo dire ma è così) 😁

    • #19145

      albertopape

      Partecipante

      Grazie ragazzi…
      Leggendo le storie di Emanuele e Sandro mi sono tornati alla mente mille avventure fatte con l’R80,ve ne voto due riferite ai racconti dei due miei colleghi😃

      Corsica primo viaggio fuori dai confini,’85 si viaggiava rigorosamente in tenda…avevo appena speso 7milioni x comprarla!…
      Fatto il deserto de Agrates e arrivati alla spiaggia di Sale via,dopo lo sterratone di bho 20/30km,gomma posteriore forata….come raccontava Emanuele c’era tutto il necessario per riparte…perfino il cavalletto sembra a fatto apposta x stallonare il vopeftone!…c’è voluto del gran sudore ma abbiamo risolto.

      Città,qualche anno dopo,strada in salita e di fronte tre auto ferme in mezzo alla strada per svoltare alla loro sinistra.Arrivo io,il 127 mi vede e parte…cerco di evitarlo,ma lo centro con il paracilindri sulla ruota sterzata.La moto si è piantata li,io i n spadrillas e senza casco ho capriolato sul marciapiede appoggiando i di schiena al palo di un cartello stradale…miracolato !..mi sono insaccati l’alluce.
      Il carro attrezzi ha portato via il 127 il GS é andato dal meccanico con le proprie ruote!

      😘

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