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Prova Brough Superior la Rolls delle moto è tornata

Resuscitare, o meglio far rivivere i gloriosi marchi del passato, qualunque sia il mercato al quale ci si rivolge, è un’operazione che presenta forti rischi ma può offrire grandi soddisfazioni. Nel caso delle motociclette fare un passo falso significa ricevere una serie di schiaffoni, sotto forma di aspre seppur appassionate critiche, dai cui risollevarsi può essere difficilissimo, se non impossibile. Gli esempi passati non mancano e altri sicuramente seguiranno.

UN HERITAGE IRRIPETIBILE 

Se poi il marchio in questione si chiama Brough Superior, quello che negli anni ’30 assemblava a Nottingham ‘la Rolls-Royce delle motociclette’, che annoverava tra i suoi clienti il colonnello Thomas Edward Lawrence, entrato nella leggenda come Lawrence d’Arabia, che stabilì numerosi record assoluti di velocità e costruì, tra il 1919 e il 1940 circa 3.000 esemplari che oggi valgono una fortuna, è chiaro che il rischio di un clamoroso ‘flop’ aumenta a dismisura. Per fortuna non è questo il caso, e la Brough Superior odierna si basa su una piccola ma solida azienda che col supporto di qualificati partner tecnici, come la Boxer Design, per lo stile e il coordinamento generale dell’attività, e la Akira per lo sviluppo del motore, è riuscita a creare un oggetto a metà strada tra arte e tecnologia.

UN PO’ DI STORIA

L’avventura della nuova Brough Superior inizia oltre 10 fa. Non è un rifacimento in chiave moderna di una moto del passato, ma qualcosa di più profondo e, a nostro avviso, più coerente: Mark Upham, un inglese che acquisì il marchio nel 2008, si sforzò di immaginare la moto che George Brough avrebbe realizzato oggi, con la tecnologia attualmente disponibile, attualizzando il pensiero tecnico e filosofico che lo portò 100 anni fa a creare la Brough Superior.

PARLA -ANCHE- FRANCESE

Per fare questo Upham avviò una collaborazione col designer francese Thierry Henriette, titolare della Boxer Design (che tra le altre disegnò il bellissimo concept Aprilia Blue Marlin) e commissionò il motore alla Akira Technologies di Bayonne, un’altra azienda francese con una vasta esperienza nei motori di alte prestazioni. Uscito dalla società Upham, la nuova Brough Superior è diventata un’entità totalmente francese, diretta da Henriette. Una situazione che ha fatto storcere il naso ai più integralisti tra i nostalgici, specie d’Oltemanica. Patriottismo a parte, il risultato è a nostro giudizio di alto livello e rispecchia quel carattere di esclusività originale che farà delle Brough Superior odierne, declinate nella versione SS100, più classica, e Pendine Sand Racer, che strizza invece l’occhio al flat track, delle vere ‘instant classic’, ovvero degli oggetti da collezione già dal giorno dopo l’acquisto.

BICILINDRICO A V STRETTO, COME L’ORIGINALE

La modernità del motore emerge dalla costruzione del basamento, una robusta fusione di alluminio tagliata orizzontalmente all’altezza dell’albero motore con la parte superiore che ospita i cilindri, la cui superficie è trattata con un riporto di nikasil. Con una cilindrata di 997 cc, il V twin di 88° (un omaggio, questo sì, al passato) esprime una potenza, a seconda della configurazione, dai 102 ai 140 cv, a un regime che può arrivare, in completa sicurezza, ai 10.000 giri.

TUTTO DAL PIENO

Ma non è sulle pure prestazioni motoristiche che punta la Brough Superior quanto ai materiali con cui sono realizzate tutte le parti stressate del motore e la finitura dei particolari, la gran parte dei quali è ripresa con macchine CNC oppure direttamente ricavata dal pieno. Lo testimoniano i segni delle lavorazioni d’utensile che si osservano su molti componenti. La distribuzione è bialbero comandata da catena e ingranaggi, ci sono quattro valvole per cilindro e il cambio, impeccabile nel funzionamento, ha molto in comune con quello ‘racing’ della Kawasaki ZX-10R (motore che Akira conosce molto bene…), così come direttamente dal mondo delle corse vengono tante soluzioni tecniche nascoste alla vista dalle scultoree forme del motore. Forme belle e funzionali, se pensiamo che le due teste portano gli attacchi per la struttura superiore che costituisce il telaio.

TITANIO MON AMOUR

Questo è realizzato saldando a mano vari elementi in titanio, un materiale di tipico impiego aeronautico che unisce caratteristiche meccaniche eccezionali con un peso specifico a metà strada tra acciaio e alluminio. Per la forcella è stato trovato il giusto compromesso tra l’originale, rigorosamente del tipo a parallelogramma, come la Castle impiegata sulla SS100, e il moderno anticonformismo di un elemento basato su un concetto cinematico inventato da Claude Fior negli anni ‘80, lo stesso che ha ispirato anche il Telelever di BMW. Ammortizzatori? È stato scelto il meglio, ovvero Öhlins.

QUATTRO DISCHI SEI PASTIGLIE

Originali anche i freni della SS 100, gli Aerotec forniti dalla Beringer, che utilizzano quattro dischi anteriori di diametro 230 mm frenati da tre pastiglie azionate da pinze a quattro pistoncini idraulici. Un impatto estetico meno invasivo rispetto ai tradizionali dischi da 320 mm (usati dalla Pendine), sacrosanto su una moto dal sapore retrò come la SS100 e che consente un risparmio di peso superiore al chilogrammo per ridurre le masse non sospese, a vantaggio della manovrabilità. E proprio sulla guida, come leggerete più avanti, la Brough Superior non ha voluto scendere a compromessi: belle, uniche, sofisticate e artigianali, ma anche efficaci su strada, per chi se le può permettere ma non vuole solo guardarle in una bacheca. Vuole guidarle sul serio.

 SS1000 O PENDINE?

Due i modelli disponibili: l’SS100 che riprende la sigla della Brough Superior più famosa e performante, quella di Lawrence d’Arabia per intenderci, e che rappresenta l’idea originale alla base del progetto di revival, e la Pendine Sand Racer, che invece si concede al mondo delle special ispirate al flat track e sulla stessa base meccanica monta scarichi alti, sospensione posteriore cantilever con un singolo ammortizzatore laterale, anziché il monoammortizzatore centrale ad azionamento progressivo della SS100, e altri dettagli estetici specifici. Entrambe pesano 186 kg e montano ruote a razze lavorate dal pieno con pneumatici 120/70-19” e 160/70-17” (170/70-17” la Pendine).

PREZZI

Questione di gusto e portafoglio, anche se, come diceva quel tale a proposito di un gioiello di alta oreficeria “se dovete chiedere il prezzo, significa che non potete permettervelo” Però i prezzi ve li diciamo lo stesso. Partono dai 63.231 euro della Pendine per arrivare ai 65.330 euro della SS100. Prezzi chiavi in mano. Ma del resto l’accuratezza del montaggio e l’assoluta artigianalità del prodotto è testimoniata dalle firme apposte su principali componenti da parte di chi si è occupato della loro costruzione. Anche per questo la Brough Superior si è posta il traguardo di non superare le 100 unità all’anno. Prezzi, proibitivi ma l’esclusività si paga, anche sulle due ruote.

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